La matrescenza come passaggio da donna a madre.

Diventare mamme è la gioia più grande del mondo!

No, non è vero. Non sempre. Molte volte, più di quanto sia lecito immaginarsi, diventare mamme rappresenta un trauma. E se è capitato, o sta capitando anche a noi, non dobbiamo vergognarci. È normale, è umano, fa parte del gioco. Perché diventare madre è un passaggio, una trasormazione.

L’atto di partorire e di diventare madre è un momento di crescita nella nostra vita, un momento importantissimo, ma non per questo (anzi!) deve necessariamente essere accompagnato da sentimenti positivi di felicità e allegria. Come tutte le fasi della vita, porta preoccupazioni, ansia e sentimenti negativi come rabbia o senso di colpa.

E poi ci sono tutte le domande che le mamme si fanno: sarò una brava madre? Riuscirò ad adeguarmi a questo ruolo? Amerò mio figlio? Perché dare alla luce un bambino significa anche dare vita a un cambiamento in noi stesse, a una nuova identità, quella di madre. E come tutte le trasformazioni, può essere difficile e dolorosa. Come l’adolescenza.

 

Matrescenza come passaggio da donna a madre.

Il passaggio da donna a madre, è chiamato matrescenza. Non è un termine scientifico, ma è utilizzato dalla fine del secolo scorso e deriva appunto dall’unione di altre due parole, “madre” e “adolescenza”. Non è un caso che questi due periodi siano uniti non soltanto da un passaggio, ma anche da mutazioni che in modo simile si manifestano nel nostro corpo, per esempio gli stravolgimenti a livello ormonale.

 

I cambiamenti nella vita di una madre.

Se a livello pratico sono facilmente immaginabili (fisici, logistici ecc…), molto spesso le neomamme non mettono in conto le conseguenze che l’arrivo di un bambino porta all’interno della famiglia. Per esempio, con un bambino trasformiamo gli equilibri, i ruoli di ogni componente e i rapporti che fino a quel momento avevano contorni precisi. Un neonato aprirà nuove connessioni tra i familiari, e ne chiuderà o ne stravolgerà altre - non soltanto nella coppia, ma anche con altri bambini o addirittura con gli amici o con gli animali domestici presenti a casa.

 

L’esperienza ambivalente della maternità.

Dare la vita a un bambino può essere al tempo stesso una delle esperienze più felici e più dolorose nella vita di una donna. Non parliamo soltanto di depressione post-partum, ma anche, semplicemente, di emozioni transitorie, sentimenti passeggeri che possono minare il rapporto con il partner, oltre che la nostra serenità e autostima. Diventare madre non è un’esperienza in assoluto positiva o negativa, ma è sempre un percorso ambivalente, fatto di tanti momenti di diversa forma e colore. Dobbiamo soltanto accettare questa ambivalenza con serenità.

 

Essere consapevole di tutto questo, averne coscienza e magari affrontarlo parlandone con una persona vicina, è il primo passo per vivere al meglio il lungo percorso che ci aspetta come mamme. Buon viaggio!